L’EDUCAZIONE AL GENERE E’ ENTRATA IN PUNTA DI PIEDI NELLA SCUOLA….COSA STA ACCADENDO? 


Teorie del gender, diffusione di queste ultime nelle scuole e inserimento nei programmi ministeriali. Cosa sono effettivamente? ‘Educare alla diversità a scuola’ è uno dei testi che segue le linee guida già approvate dal governo Monti e dall’allora ministro del lavoro e per le Pari Opportunità Elsa Fornero. Contengono percorsi innovativi di formazione e aggiornamento per dirigenti, docenti e alunni sulle materie antidiscriminatorie, con particolare riferimento alle persone cosiddette LGBT. La strategia nazionale antiomofobia finanziata dai contribuenti con circa 10 milioni di euro prevede l’essere ‘gay informed’: gli studenti sin dalla tenera età dovranno essere informati sulle tematiche gay e lesbiche. Si cerca poi di tenere lontani i pregiudizi omofobi che vanno dall’omofobo religioso che considera l’omosessualità un peccato a quello scientifico che la considera una malattia. Gli studenti imparano che non esiste una cura per l’omosessualità e che chi lo pensa diffonde un pregiudizio. In TV è necessario che si guardino film che presentano la realtà, che è quella delle famiglie allargate e dei rapporti basati solo sull’affetto e non su un ordine sessuale biologico. Infine gli insegnanti devono tentare di far immedesimare gli alunni ‘eterosessuali’ con gli ‘omosessuali’ attraverso la pratica della masturbazione come gioco. 

Genere traduce l’anglosassone gender, introdotto nel contesto delle scienze umane e sociali per designare i molti e complessi modi in cui le differenze tra i sessi acquistano significato e diventano fattori strutturali nell’organizzazione della vita sociale. Il genere ha così assunto il ruolo di categoria di analisi e interpretazione della conformazione esclusivamente sociale dei ruoli maschili e femminili, applicabile quindi a donne e uomini, considerando le une e gli altri come insiemi ampi e articolati, attraversati da differenze di ceto, culturali, etniche, religiose, di orientamento sessuale, di età, ecc. Tale accezione del genere ha trovato un fertile terreno di sviluppo nel contesto degli studi del settore e dei movimenti femministi [1].

Per Judith Butler, essendo le identità sessuali e di genere create dal linguaggio, il genere non ha un’ origine né è uno status […] (Scambi di genere, 2004). Dalla critica alle concezioni dualiste del genere (maschile/femminile, natura/cultura, sesso/genere, corpo/identità, ecc.), che occultavano le identità non incasellabili in schemi binari, le femministe sono giunte alla messa in discussione tout court dell’identità di genere.

Rischio di rigidità e di mancanza di elasticità correvano anche gli studi di genere di settore: su donne (Women studies e di storia delle donne), uomini (Men studies), omosessuali e lesbiche (Queer studies) e cambi di genere (Transgender studies). Da tale punto di vista i Queer studies e i Transgender studies si sono rivelati più innovativi e propositivi, proprio perché fanno riferimento a situazioni in cui la non coincidenza dell’identità di genere con il sesso biologico dispone a una serie di rapporti differenziati tra identità di genere e identità sessuale.

Lo scenario che si prospetta, quindi, è quello di una mobilità e varietà di identità di genere articolate e complesse, in cui il corpo è fonte di mutazioni e trasformazioni.

E’ il post-femminismo che ha radicalizzato la categoria ‘gender’. Ancora la Butler [2] ritiene che l’associazione sex/gender corrisponda ad uno ‘schema’ che si costruisce a partire da come nasciamo (maschi o femmine), come ci comportiamo (esteriormente) in base all’ educazione e al ruolo conseguente che assumiamo nella società e a come ci percepiamo (interiormente). E’ uno schema (nascita/socializzazione/percezione) che ci sembra ‘naturale/normale’, ma che è in verità una ‘costrizione’, una ‘naturalizzazione/normalizzazione’, che fissa in modo rigido binario la nascita e la società, dividendo l’umanità in due secondo la logica bipolare-oppositiva che soffoca le pulsioni e i desideri. Ogni individuo può e deve costruire/decostruire, fare/disfare [3]. Su tali basi è teorizzata la radicale ‘neutralizzazione sessuale’ (che corrisponde e coincide con la de-naturalizzazione sessuale) [4], ossia la irrilevanza della differenza sessuale, con inevitabili conseguenze pubbliche: la ‘normalizzazione’ della omosessualità (che non può essere intesa come patologia e nemmeno disagio, ma come una variante naturale e normale della sessualità umana) e l’equiparazione tra unioni etero e omosessuali (con anche il riconoscimento del diritto ad avere figli, con l’adozione o l’uso di tecnologie riproduttive). Si ritiene che il termine ‘parentalità’ quale funzione genitoriale asessuata debba sostituire le espressioni ‘paternità/maternità’, ritenendo che ciò che è importante per l’identificazione del bambino sia il rapporto affettivo, a prescindere dall’appartenenza sessuale. Le relazioni sono occasionali, modificabili: sono ‘orientamenti’ che possono sempre modificarsi sulla base della ‘direzione del desiderio’, della emotività.

Le teorizzazioni ‘gender’ non sono astrazioni sofisticate ma, abbiamo visto, sono già entrate e stanno entrando nel diritto vigente internazionale. Ci si allontana sempre più dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) che all’art. 12 riconosceva la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna come società naturale.

L’ONU sta “promuovendo la prospettiva di genere”, sostenendo finanziariamente i piani esplicitati nelle Conferenze del Cairo (1994) e di Pechino (1995), dunque la “diffusione dell’Agenda di Genere” a livello politico, in ambito istituzionale pubblico e privato. A livello legislativo europeo va ricordata nel 2004 il Gender Recognition Act del governo britannico che consente la rettificazione del certificato di nascita e del nome indipendentemente dalla modificazione dell’intervento chirurgico; la proposta di legge tedesca la Transgendergesetz del 2000 o legge per la scelta o cambio della determinazione sessuale che regola la intersessualità ritenendo che la scelta sessuale competa ai genitori e all’individuo adulto, legalizzando il riconoscimento della condizione intersessuale (indicata con la sigla IS, accanto e allo stesso titolo della condizione maschile femminile, M e F). La Spagna ha recentemente approvato la Legge sulla rettificazione del sesso nei registri civili (2007) ammettendo il cambio del nome e del prenome nei registri quando il sesso non corrisponde all’identità di genere per la libera crescita della personalità. Molte solo le legislazioni europee contro la discriminazione per orientamento sessuale, le leggi che ammettono matrimoni omosessuali (Olanda, 2001; Belgio, 2003; Spagna, 2005), che prevedono le ‘registrazione di partnership’ anche a coppie omosessuali (Danimarca, Norvegia, Svezia, Ungheria, Francia, Finlandia, Germania, Croazia, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Slovenia, Gran Bretagna) e il diritto all’adozione per coppie omosessuali (in Norvegia, Olanda, Inghilterra, Galles, Spagna, Belgio, Scozia, Svezia, Finlandia), oltre, in alcuni paesi, anche al diritto di accesso alle tecnologie riproduttive [5].

Tutto ciò ha aperto la strada a ciò che leggiamo oggi su giornali e quotidiani: “…nella Germania del 2014, chi osa anche solo dissentire dall'ideologia imperante del gender viene perseguito con determinazione, e a norma di legge. Al punto da rischiare di ritrovarsi la polizia sul pianerottolo di casa” e “a Borken, vicino a Munster, sei bimbi sono dovuti rimanere a casa da scuola per essersi sentiti male dopo che in classe erano state mostrate loro immagini esplicite a sfondo sessuale, nell'ambito di un progetto di educazione alla "diversità di genere" [6].
 

Ma cosa dice la Bibbia, unica guida per chi si definisce cristiano al di là di ogni organizzazione umana, a tal proposito?


Al principio della Scrittura, nel libro della Genesi, è scritto ‘Così Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina; E Dio li benedisse; e Dio disse loro: “Siate fruttiferi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, e dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e sopra ogni essere vivente che si muove sulla terra” [7]’, e ancora ‘Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne [8]’ ma se ‘uno ha relazioni carnali con un uomo come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole [9]’. Anche nel Nuovo Testamento dove tante prescrizioni dell’Antico sono state modificate dalla legge di Cristo leggiamo: ‘Dichiarandosi di essere savi sono diventati stolti […] Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura al posto del Creatore […] Per questo Dio li ha abbondonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. Nello stesso modo gli uomini hanno mutato la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini [10]’.

Lasciare libero sfogo al desiderio significa cadere nella trappola già preannunciata dal profeta Geremia quando avvertiva riguardo ai nostri sentimenti ‘Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere? [11]’

Il piano originario di Dio per le sue creature non era la lotta per l’affermazione del genere all’interno di una società o di una cultura poiché Lui ci ha creati uguali e ‘Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù [12]’. E altrove ‘Parimenti, voi, mariti […] portate loro onore poiché sono anche loro eredi con voi della grazia della vita [13]’ La degenerazione in oppressione di un genere su un altro e il mancato rispetto del proprio ruolo e di quello dell’altro non è la volontà di Dio per l’umanità. Sta a noi, quindi, rimanere in quell’ordine naturale precostituito fin dalla fondazione del mondo e rifiutare con forza qualsiasi ideologia che voglia minare ciò che è stato stabilito per il nostro bene e per quello della società in cui viviamo. E i bambini? Impareranno il rispetto dei ruoli e delle persone solo se lo vedranno praticare dagli adulti nelle famiglie e nella società. E ‘la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù [14]’



[1] Gender/Genere (definizione) da Dizionario di Filosofia, Treccani.it
[2] J. Butler, Gender trouble, Routledge, New York-London 1990; Id., Bodies that matter, Routledge, New York-London 1993.
[3] J. Butler, Undoing gender, Routledge, New York 2004.
[4] M. Foucault, La storia della sessualità, 3 voll., tr. it., Feltrinelli, Milano 1988-91; G. Deleuze, F. Guattari, L’antiedipo. Capitalismo e schizofrenia, Einaudi, Milano 2002.
[5] PALAZZANI L. (art.) Ideologia Gender: Presupposti Filosofici E Implicazioni Giuridiche
[6] Il Giornale.it, http://www.ilgiornale.it/news/mondo/germania-lezione-gender-bimbi
[7] Libro della Genesi cap. 1 vv 27-28
[8] Ivi cap. 2 v.24
[9] Libro del Levitico cap 18 v. 22 e cap. 20 v. 13
[10] Libro dei Romani cap. 1 vv. 22-27
[11] Libro di Geremia cap. 17 v. 9
[12] Libro dei Galati cap. 3 v. 28
[13] Libro di Pietro (I epistola) cap. 3 v. 7
[14] Libro dei Filippesi cap. 4 v. 7